I thriller del momento
Ossessioni pericolose, donne e misteri, e un triangolo con David Duchovny
È sempre un buon momento per guardarsi un thriller. Non a caso, sono i riempitivi preferiti sui servizi streaming: ogni settimana ne escono almeno un paio, scorrono fluidi e tengono impegnati quanto basta. Ormai, infatti, durano una manciata di episodi e arrivare alla fine costa ancora meno fatica. Se già la curiosità è un buon incentivo, dovessero deludere non si ha la sensazione di aver perso tempo.
Negli ultimi giorni, ce n’è qualcuno che si sta facendo notare più del solito. Vuoi gli attori, tutti notissimi agli appassionati di serie. Vuoi le storie, per niente nuove ma ricche di svolte. Vuoi lo stile, sufficientemente accattivante. Di loro si è parlato piuttosto bene, e io sono qui per dirvi che non si tratta dei soliti diversivi da un weekend e via.
Naturalmente, tutti hanno in comune il grande il passatempo di quest’epoca televisiva: giocare sulle miserabili disgrazie dei ricchissimi, per farci sentire meglio. Ma fermiamoci qui e passiamo subito al dunque, ché a farvi stare sulle spine ci penseranno già loro.
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#1 Quella dove… l’ossessione si fa pericolosa
The Beast in Me (2025)
La prima cosa che attrae di The Beast in Me sono le facce - spesso in primo piano strettissimo e scolpite in chiaroscuro - di Claire Danes e Matthew Rhys. Ossia, i volti Homeland e The Americans, due delle serie di spionaggio più famose di sempre. Il creatore Gabe Rotter viene invece da X-Files. La storia è ambientata in un quartiere benestante di Oyster Bay, New York, dove una scrittrice famosa ha perso tutto dopo la morte del figlio: moglie, ispirazione, e quindi anche soldi. Quando affianco a lei si trasferisce un magnate dell’immobiliare sospettato di aver fatto sparire la moglie, una scintilla si riaccende. Tra i due si crea un rapporto ambivalente, di ossessione e disprezzo reciproci, che potrebbe ispirare un nuovo libro ma anche finire malissimo. Gli episodi hanno uno modo hitchcockiano di generare suspense; sembra di percepire i pensieri dei protagonisti, le loro paranoie, il loro sentirsi costantemente spiati (in effetti spesso lo sono). E l’ambiguità di Rhys mette davvero inquietudine.
Dove vederla? Su Netflix - 8 episodi da 41–54 minuti
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#2 Quella dove… due donne e un mistero
All Her Fault (2025)
Non correte subito a cercare All Her Fault, non è ancora uscita. In Italia arriva tra un paio di giorni, ma dove è già andata in onda la critica ha mostrato un certo interesse. La premessa, basata sul romanzo di Andrea Mara, sembra quasi la copia di quella di The Stolen Girl: una donna (Sarah Snook, di ritorno in tv dopo Succession) va a prendere il figlio a casa di un nuovo compagno di scuola, ma quando arriva lì scopre che è stato rapito. Il mistero è tuttavia solo un pretesto. Il vero focus della serie è l’insolita alleanza femminile che si crea tra la protagonista e una donna conosciuta da poco (Dakota Fanning), diventando l’unico punto fermo, mentre tutte le certezze attorno sembrano crollare con il graduale rivelarsi di segreti sulle rispettive famiglie. Il tema, neanche troppo sottile, è quello comune a tantissime donne in carriera: essere le uniche responsabili dell’intero carico familiare. Pensandoci, ricorda Big Little Lies.
Dove vederla? Su Sky Atlantic e Now dal 23 novembre - 8 episodi da 46-56 minuti
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#3 Quella dove… c’è David Duchovny, e basta così
Malice (2025)
Chi ama David Duchovny lo segua. Quale che sia la mediocrità dei copioni, la vera goduria è vederlo divertirsi così tanto nel ruolo di stronzi assoluti (è il caso di dirlo), che è impossibile farseli stare antipatici. Come in Malice, uno di quei thriller dove un tale normalissimo riesce a infilarsi nella vita di gente ricchissima e distruggerla. Il dettaglio insolito è che si tratta di un bambinaio - “tutor”, preferisce definirsi lui - che si fa assumere da un milionario e dalla moglie per occuparsi dei loro figli, rivelando presto di avere ragioni valide - ma a noi oscure - per voler rovinarlo. La storia si apre in Grecia e prosegue a Londra, in alcuni tratti ha poco senso e in altri non si fida del nostro intuito (“Potrei ucciderti adesso, ma non lo farò, perché voglio che tu soffra”, sussurra il bambinaio nell’ombra mettendoci al corrente di ogni suo pensiero). Secondo il Guardian, è una specie di Ripley incontra The White Lotus, ed è vero: c’è anche un tentativo simile di suscitare inquietudine legando le scene con sprazzi di natura indomita - benché molto più raccapricciante. Ovviamente, Duchovny è il milionario meschino e cafone, ma si tiene per lui.
Dove vederla? Su Prime Video - 6 episodi da 46-53 minuti (guardala con la prova gratuita)*
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Il vostro consiglio: Lazarus
Avete presente Harlan Coben, l’autore americano che ha fornito a Netflix un’intera collezione di thriller scritti da lui o tratti da suoi romanzi? Ecco, questo è l’ultimo uscito, e non solo segna il suo passaggio a Prime Video, ma si concede anche un tocco horror.
Il protagonista è Sam Claflin, nel ruolo di uno psicologo forense che torna nel posto dove è cresciuto per far luce sul suicidio del padre, avvenuto in circostanze misteriose. Man mano che scava nel suo passato, però, emergono segreti di famiglia, un possibile collegamento con l’omicidio della sorella, e altri strani eventi. Voi vi siete divisi su tutto: per qualcuno è bello, per altri meno; c’è chi consiglia di vederlo di giorno e chi lo ha trovato invece una passeggiata notturna. Toccate voi con mano, insomma.
Dove vederla? Su Prime Video - 6 episodi da 47-54 minuti (guardala con la prova gratuita)*
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