I tonfi e trionfi dell'estate
Un discreto thriller, un ritorno indigesto e la sitcom di cui non sapevamo di aver bisogno
Come sono andate, le vostre vacanze? Io ho fatto più movimento del solito (miracolo), letto più libri del solito (altro miracolo), e mi sono vantata di aver schivato meduse per oltre vent’anni, finché uno e più tamponamenti subacquei non hanno prontamente interrotto il mio primato. (Se in giro vedete una donna con una sagoma di medusa sul braccio sinistro, sono io - non esagero, c’è proprio la testa con tutti i tentacoli).
Ma soprattutto, questa estate mi sono presa una bella pausa dalle serie. Per un po’ di settimane ho dimenticato i servizi streaming, il binge watching di questo e quell’altro titolo, i recuperoni matti e disperatissimi di vagonate di episodi. E non mi è affatto dispiaciuto.
Stavolta ero più organizzata del solito, però (altro altro miracolo): mi sono munita di una lunga lista dettagliata di tutte le cose da vedere da un certo punto in poi. Così, quando ho riacceso lo schermo, sono ripartita speditissima. Il conto finale include un discreto thriller, una serie animata di cui non sapevamo di aver bisogno, un ritorno indigesto, e un recupero che è diventato una delle mie dieci serie preferite di sempre. Per rimettere in moto la newsletter, li ho raccolti tutti qui, i tonfi e i trionfi dell’estate. Ma starò sul breve, promesso; ché dobbiamo anche parlare di quel misterioso thriller teen che è stato la serie della vostra, di estate.
#1 La commedia non romantica
Too Much (2025-)
Lena Dunham è tornata un decennio dopo Girls, per raccontare una nuova fase di vita (la sua, ma anche la nostra): quella in cui sei ormai adulto ma ti senti perso, e una relazione finita male fa ombra su quelle future. La storia di Jessica (Megan Stalter), esuberante 35enne newyorkese che si rifugia a Londra e s’imbatte in musicista spiantato (Will Sharpe) con cui ha una chimica particolare, è una commedia romantica atipica: poco sentimentale (due piantini li ho fatti comunque), ma certamente più autentica di Nobody Wants This. Con le emozioni, infatti, nessuno ci capisce niente. Uno strano mix tra il disagio di Girls e i classici film d’amore british, che si evolve in modo un po’ frettoloso - mannaggia all’avversione dei servizi streaming per i finali in sospeso - ma lancia un messaggio non da poco sulla smania da red flag. Avrei una richiesta da fare: uno spin-off sulla sorella logorroica interpretata da Dunham.
Dove vederla? Su Netflix - 10 episodi da 31-56 minuti
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#2 Il ritorno gradito
Platonic (2023-)
Esistono le commedie romantiche sull’amicizia? Nel caso, Platonic ne è un esemplare magnifico. Rose Byrne e Seth Rogen sono due amici di vecchia data che si ritrovano dopo anni di lontananza, per affrontare insieme lo sciagurato passaggio alla mezza età. La seconda stagione è deliziosa quanto la prima: sempre spassosa, scorre che è un piacere, e Byrne è il fulcro comico che non t’aspetti. È una di quelle commedie balsamiche che ad Apple TV+ riescono benissimo. Ed è un peccato non se ne parli di più.
Dove vederla? Su Apple TV+ - 2 stagioni, 16 episodi da 27-32 minuti
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#3 Il ritorno indigesto
Mercoledì (2022-)
Lo so, in molti non la pensano così, ma per me guardare Mercoledì è una gran fatica. Bella è bella: non c’è un battuta, un colore, una mossa fuori posto. E interpreti carismatici spuntano da ogni angolo dello schermo (Ortega ha legato per sempre il suo volto a quello di Mercoledì Addams). Tutto sembra apparecchiato per ammaliare gli occhi, ma mancano le emozioni. Rispetto alla prima stagione, gli eventi della seconda sembrano ancor più un semplice pretesto per tenerci lì ad acchiappare i camei, anziché cercare davvero un senso tra l’affollamento di trame.
Dove vederla? Su Netflix - 2 stagioni, 16 episodi da 46–61 minuti
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#4 Il mini-thriller discreto
Hostage (2025)
Nel 2018 la tv britannica sganciò a sorpresa Bodyguard, e ci svoltò la fine dell’estate. L’arrivo di Hostage dava sensazioni piuttosto simili, con un intreccio politico dove una prima ministra britannica progressista (Suranne Jones) e una presidente francese di estrema destra (Julie Delpy) s’incontrano in un vertice internazionale che non va come previsto: il marito di una viene rapito, l’altra viene ricattata. Ci si aspettava forse di più, ma è un buon diversivo dalla giusta durata. Uno di quei thriller rassicuranti dove fino all’ultimo non è mai finita, che guarda all’attualità con donne leader dall’anima pulita (un po’ troppo, forse).
Dove vederla? Su Netflix - 5 episodi da 38-46 minuti
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#5 Il finale amarissimo
And Just Like That… (2021-2025)
Confesso: And Just Like That l’avevo abbandonata da tempo. Da lei sono tornata solo per vedere i due episodi aggiunti in coda alla terza stagione, dopo l’annuncio della sua cancellazione. Un finale triste, amarissimo - e non perché commovente. Bensì per la desolazione più totale con cui si è lasciata andare. Se c’era una cosa bella, in Sex and the City, era la tensione che infondeva in ogni linea narrativa a suon di nevrosi e situazioni bizzarre, dando propulsione alla vivacità degli episodi. Niente di tutto questo è rimasto. Solo il senso di svogliatezza con cui interpreti e personaggi sembrano aver trascinato sé stessi (e i loro costumi stravaganti) verso una fine opaca.
Dove vederla? Su Sky e Now - 3 stagioni, 33 episodi da 37–44 minuti
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#6 La sitcom di cui non sapevamo di aver bisogno
Long Story Short (2025-)
La nuova serie dai creatori di BoJack Horseman è stata la scoperta dell’estate. Long Story Short racconta il legame tra tre fratelli americani di origine ebrea, correndo avanti e indietro nel tempo per intessere i ricordi di infanzia, le tradizioni, i conflitti, i non detti (quelli che tanto coglie la pancia), i passaggi, le nascite e i lutti che hanno dato forma alle loro esistenze. È la storia di una famiglia, ma parla di ogni famiglia. Detta così, pare un dramma. Ma assicuro che ci si diverte, anche perché ai personaggi si vuole subito un gran bene. (Ok, anche qui mi è scappato più di un piantino). E le si vuole bene anche per non aver ceduto a quel vittimismo facile che ormai pervade i social, per cui tutto è trauma e la colpa di ogni nostro nodo è sempre degli altri.
Dove vederla? Su Netflix - 10 episodi da 25 minuti
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#7 La nuova ossessione
Slow Horses (2022-)
Che Slow Horses fosse bella, naturalmente già lo sapevo. Ma finora l’avevo lasciata indietro - oltre che per sovrapposizioni di cose da vedere - per tattica: vista la carenza di novità davvero originali, mi tengo sempre da parte un po’ di grandi titoli, così ho sempre qualcosa per cui entusiasmarmi. Qui l’entusiasmo è andato oltre: avevo in programma di recuperarne un episodio a sera, l’ho esaurita in una settimana. Colpa delle cospirazioni nelle quali la sua squadra di spie reiette si trova puntualmente invischiata suo malgrado. Colpa del loro risolvere la situazione un po’ per caso. Colpa del loro essere assai fallibili, maldestre, eroiche in modo per niente convenzionale. E colpa di Gary Oldman, che al loro sudicio capo - svogliato, arguto, protettivo a modo suo - ha dato una marea di dimensioni. In genere, la grandezza di una serie la misuro dal vuoto che lascia. Fortuna (non è vero, avevo calcolato tutto per limitare l’attesa) che a fine settembre arriva la nuova stagione.
Dove vederla? Su Prime Video - 4 stagioni, 24 episodi da 40–53 minuti
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Il vostro trionfo dell’estate: We Were Liars
Questa estate, c’è una serie che più di tutte è ricorsa tra i vostri consigli: We Were Liars (o L’estate dei segreti perduti). Tratta dall’omonimo romanzo di E. Lockhart, è un thriller adolescenziale dove la giovanissima ereditiera di una ricca dinastia americana cerca di scoprire la verità su un incidente di cui è rimasta vittima l’estate prima, sull’isola privata che è sempre stata il posto di vacanze felici in famiglia. Tutti, infatti, sembrano voler tenerle nascosto cosa sia successo davvero.
Negli episodi non c’è sottotesto: si parla un sacco e si spiega tutto - non manca l’ormai onnipresente voce narrante, piaga delle serie di questo decennio. I sospiri sono un po’ tanto melodrammatici (in molti l’hanno definita una Succession in versione soap opera) e la grande svolta finale lascia perplessi. Ma avete ragione, la tenuta è più che buona: si sta lì a vederla fino alla fine, senza sentirsi obbligati a farlo. Se cercate un thriller da un weekend, è una valida scelta. Se invece l’avete già vista, dovrebbe esserci quasi sicuramente una seconda stagione.
Dove vederla? Su Prime Video - 8 episodi da 50-61 minuti (guardala con la prova gratuita)*
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La mia serie dell' estate che sto per finire è un recuperone: Boardwalk Empire con Steve Buscemi. Per me ai livelli altissimi di breaking bad e Better call Saul